• Maggio 23, 2026

CIRCOLARE N. 70/22 ROMA, 18/05/2022
Decreto Legge 17 maggio 2022, n. 50_ Misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi ucraina”

Roma 18 maggio 2022_ Il Nuovo decreto Aiuti ed Energia è stato finalmente pubblicato, dopo una lunga attesa, in Gazzetta Ufficiale.
La base per finanziare i nuovi aiuti è rappresentata dai 6mld resi disponibili dal Def; a ciò si aggiunge una rimodulazione che libera 2mld dai fondi di sviluppo e coesione e dagli “extraprofitti” maturati dalle società energetiche, 6mld.
Il decreto si compone di 59 articoli, ed è prevalentemente, per quel che interessa, rivolto alle imprese su tre aspetti:

  • aiuti a fondo perduto;
  • proroga delle garanzie sui prestiti;
  • aumento del tax credit per gli investimenti legati a Transizione 4.0.
    Crediti d’imposta rafforzati per le imprese energivore e gli autotrasportatori
    Il decreto contiene agevolazioni a favore delle imprese caratterizzate da elevati consumi di gas. Il tax credit viene innalzato per queste imprese dal 20 al 25%. Stessa agevolazione è prevista per tutte le altre imprese non gassivore, ma che sono comunque caratterizzate da un’incidenza di oneri significativa su tali approvvigionamenti. Viene poi elevato dal 12% al 15% anche il credito d’imposta relativo alle imprese dotate di contatori di energia elettrica di potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kilowatt, diverse dagli energivori.
    Per gli autotrasportatori viene previsto un credito di imposta del 28% della spesa sostenuta nel primo trimestre dell’anno 2022 per l’acquisto di gasolio utilizzato in automezzi di categoria euro 5 o superiore. Le spese, al netto dell’IVA, dovranno essere comprovate mediante le relative fatture d’acquisto; il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito d’imposta né della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive. L’agevolazione sarà cumulabile con altri benefici “a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive non porti al superamento del costo sostenuto” per il gasolio; il credito d’imposta potrà essere usato solo in compensazione.
    Aiuti alle imprese: indennizzi ed estensione temporale della garanzia Sace
    Il decreto prevede la creazione di un fondo da circa 130 mln di euro a sostegno delle imprese che svolgono attività in aree coinvolte nel conflitto Ucraino e che hanno subito una perdita di fatturato. Si tratta di un contributo a fondo perduto che mira a sostenere, infatti, le aziende che hanno visto contrarsi i loro ricavi a seguito della riduzione della domanda, dell’interruzione di contratti e progetti esistenti o della crisi nelle catene di approvvigionamento. Per poter usufruire dell’agevolazione sono necessari questi tre requisiti:
  • l’effettivo svolgimento negli ultimi due anni, direttamente o indirettamente, di operazioni commerciali, compreso l’approvvigionamento di materie prime e semilavorati, con Ucraina, Russia e Bielorussia pari almeno al 20% del fatturato aziendale totale;
  • avere subito, nell’ultimo trimestre che precede l’entrata in vigore del decreto, un incremento del costo di acquisto medio per materie prime e semilavorati di almeno il 30% rispetto alla media dello stesso periodo del 2019;
  • aver registrato nell’ultimo trimestre che precede l’entrata in vigore del decreto, una riduzione di fatturato di almeno il 30% rispetto allo stesso periodo del 2019. Sono previste due fasce di contributo, ma comunque nel limite invalicabile di complessivi 400mila euro.
    Per le imprese che hanno subito contraccolpi dal conflitto in Ucraina o dal caro energia è inoltre previsto che potranno avere fino al 31 dicembre una copertura delle garanzie Sace fino al 90%.
    Credito d’imposta sulla formazione e sui beni immateriali
    Il provvedimento aumenta il credito d’imposta per le imprese che investono su beni immateriali e formazione 4.0.
    Per gli investimenti in beni immateriali 4.0 effettuati nel 2022 o entro il 30 giugno 2023, a condizione che entro il 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione, il decreto prevede che la misura del credito d’imposta prevista è elevata al 50%”.
    In merito poi al credito d’imposta per la formazione del personale dipendente su tematiche relative alle tecnologie 4,0, inserita nel decreto Aiuti (Dl 50/2022), viene stabilito un incremento del beneficio fiscale per le micro e piccole imprese (dal 50 al 70%) e per le medie imprese (dal 40 al 50%); contemporaneamente il decreto prevede che i risultati dell’attività di formazione siano certificati, secondo modalità che saranno definite da un decreto attuativo che il ministero dello Sviluppo economico dovrà emanare entro 30 giorni dal 18 maggio 2022, data di entrata in vigore del decreto legge.
    In particolare, dovranno essere certificati «i risultati relativi all’acquisizione o al consolidamento» delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese. Lo stesso decreto attuativo metterà un filtro ai formatori, cioè ai professionisti o alle società che svolgono attività per la quale le imprese clienti possono beneficiare del credito d’imposta a condizioni maggiorate. In sostanza il credito maggiorato al 70% e al 50% rispettivamente per piccole e medie imprese, potrà essere riconosciuto solo se l’azienda si rivolge a un soggetto tra quelli che saranno individuati nel decreto del ministero dello Sviluppo. Queste due nuove condizioni si applicano solo a fronte del nuovo e più alto beneficio fiscale.
    Bonus una tantum anti-inflazione
    E’ previsto un contributo antinflazione una tantum di 200 euro destinato ai titolari di redditi fino a 35.000 euro, compresi quelli dei lavoratori autonomi. Il bonus verrà riconosciuto, presumibilmente a luglio per i pensionati e tra giugno e luglio per i lavoratori dipendenti. L’una tantum, già allargata in una seconda stesura del decreto Aiuti anche ai percettori del reddito di cittadinanza, ai lavoratori stagionali, agli autonomi e ai collaboratori domestici, nella sua versione definitiva include anche – a determinate condizioni – i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, lavoratori stagionali del turismo e dello spettacolo, gli “intermittenti”, i lavoratori dello spettacolo, gli incaricati alle vendite a domicilio, gli autonomi (senza partita Iva). Per quel che riguarda gli autonomi e professionisti verrà riconosciuta una indennità una tantum e le modalità di erogazione saranno definite entro 30 giorni da un decreto del ministero del Lavoro.
    Proroga del Superbonus sulle unifamiliari e modifica cessione del credito
    Viene prorogato dal 30 giugno al 30 settembre 2022 il termine per effettuare almeno il 30% dei lavori complessivi nelle villette unifamiliari. Il termine del 31 dicembre 2022 per ultimare lavori e pagamenti rimane, almeno per il momento, un termine inderogabile.
    Con il decreto cambia anche il meccanismo della quarta cessione dei crediti. Vanno in archivio le vecchie regole, licenziate solo poche settimane fa, e arriva la cessione anticipata: banche e società appartenenti a gruppi bancari potranno sempre (e non più solo al quarto passaggio) cedere i propri crediti a correntisti che, come le imprese, siano qualificati come “clienti professionali privati”, in base alle regole Consob.
    Gli istituti potranno liberare più facilmente la loro capienza fiscale. Con un limite: questa via d’uscita facilitata sarà appannaggio esclusivo delle comunicazioni di prima cessione e sconto in fattura inviate a partire dal 1° maggio. Tutti i crediti acquisiti precedentemente (più di 40 miliardi) dovrà seguire le regole precedenti.
    Appalti Regioni
    Contro il caro prezzi il governo stanzia 3mld nel 2022, 2,5 nel 2023 e 1,5 per ciascuno degli anni dal 2024 al 2026. Le Regioni entro il 31 luglio dovranno procedere ad un aggiornamento infrannuale dei prezzari e nel frattempo le stazioni appaltanti dovranno procedere ad un incremento fino al 20% dei prezziari in vigore al 31 dicembre 2021. Verrà riconosciuto dalle stazioni appaltanti pubbliche il 90% degli aumenti su materie prime, carburanti e prodotti energetici. Una manovra straordinaria che si pone l’obiettivo di scongiurare il blocco delle opere in corso, con particolare attenzione agli interventi del Pnrr e alle opere commissariate.

giovanna blasi

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